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Il processo di feedback

Come dare un feedback in modo che il nostro interlocutore resti interessato a quello che gli stiamo dicendo senza sentirsi attaccato?

come dare un feedback

Oggi su Cambia le tue abitudini, secondo guest post con un ospite d’eccezione: Kristian Ruggeri. Kristian è un trainer ed un coach con la passione per la comunicazione, la crescita personale ed il coaching.

Il suo viaggio inizia con una formazione in counseling, una decina di anni fa, dove incontra per la prima volta la PNL. Oggi è il founder di Insinergia. Ti invito a seguire il suo canale telegram Insinergia.

Esiste un vecchio paradigma del feedback in cui io ti dico gli errori, ti dico che devi porvi rimedio, ma non ti dico le aree in cui fai bene e non ti dico COME puoi porvi rimedio.

Vi sarà sicuramente capitato di sentire la frase: “no, così non va bene, fai qualcosa di diverso”.

Ecco, questo è un esempio tipico di vecchio paradigma del feedback e ci va già di lusso se la frase è messa così, spesso infatti, il feedback si limita ad un semplice: “no, così non va bene!”.

E non mi sembra un gran bel feedback da dare ad una persona, specialmente se si tratta di un collaboratore.

Immaginiamoci infatti che siamo degli imprenditori che devono dare un feedback ad un collaboratore e glie lo diamo secondo il vecchio paradigma: “no, così non va bene!”. Questo feedback è totalmente inutile. Se si tratta di un collaboratore dobbiamo essere più specifici allo scopo di migliorare i nostri servizi, la nostra azienda, tramite il collaboratore stesso.

Ma perché parlo di vecchio paradigma del feedback?

come dare un feedback

Perché la PNL Nuovo Codice ci viene in aiuto proponendo un nuovo modo di dare i feedback.

Questo nuovo metodo si chiama Il Processo del Feedback ed è un vero e proprio processo in 3 punti, attraverso i quali si dà un feedback completo. Una vera e propria innovazione.

Immaginiamoci che dobbiamo dare un feedback ad un nostro collaboratore su un determinato compito che ha svolto.

Vediamo come fare in 3 punti:

Aree positive. Ovvero quello che il nostro collaboratore ha fatto bene, concentrarci su questa area sempre per prima ed essere il più dettagliati possibile.

Aree di miglioramento. Ovvero quelle aree dove deve migliorare, trovarne al massimo 3. Come si può notare non sono più *errori* ma *aree di miglioramento*, la linguistica ha un suo peso sempre e nel feedback in particolare.

Alternative. Per ogni area di miglioramento trovata, si danno almeno 2 alternative. Se le aree di miglioramento sono 3 le alternative saranno in tutto 6. In questo modo si daranno delle alternative a cui lui non aveva pensato e che potrebbe mettere in atto.

Ecco, adesso non avete più scuse, quando date un feedback ci penserete sicuramente.

Il bello è che servirà anche a voi quando ricevete dei feedback, perché sarete voi a chiedere specificazioni sul vostro operato seguendo questo processo in 3 punti.

Se vuoi approfondire questo ed altri argomenti: insinergia.com

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