Come gestire il rifiuto e superare la paura di essere rifiutati

A un certo punto abbiamo tutti sperimentato un rifiuto. Può ferirci profondamente. Come esseri umani, vogliamo innatamente essere amati e accettati. Il senso di appartenenza ad una comunità è uno dei nostri ingredienti fondamentali per la sopravvivenza. Non siamo stati concepiti per vivere in isolamento.

Come gestire il rifiuto e superare la paura di essere rifiutati

Ricevere un rifiuto oggi non è certamente quello che era una volta, visto quanto siamo connessi nell’era digitale della tecnologia.

Ci basta postare una foto su Facebook o Instagram, e stiamo (inconsciamente) trasmettendo il nostro desiderio di essere visti e “approvati”. Ma quando quel post con la tua bella foto, non riceve il numero di like o commenti che pensavi potesse ricevere, ci sentiamo delusi, e trascurati.

Cosa succede se il rifiuto è una questione di cuore?

Ed in generale come gestire il rifiuto?

Ho pensato ad alcuni consigli, che (spero) rendano il rifiuto uno dei doni più positivi che ci cambiano la vita.

Evita di diffondere la paura che essere rifiutati può far male

Dopo anni di matrimonio / convivenza, e magari qualche figlio/a, sentirsi dire “Non ti amo più” è come un pugnale che ti trafigge il cuore. Il colpo psicologico è forte: ti colpisce alla testa ed alla anima.

E’ come stare sul ring con Mike Tyson.

Per superare il rifiuto, smettila di evitare il sentimento preminente: brucia. Brucia fottutamente. Smettila di fingere e riconosci il dolore. Passarci sopra fingendo, farà più male.

Ascolta la voce interiore, che descrive l’ingiustizia che senti. Lascia che quella voce ti parli. Leccati le ferite.

Se non lo fai, quell’energia emotiva (negativa) continuerà a starti addosso come una scimmia. Ascolta il mix di rabbia, tristezza, perdita e solitudine. Comincerai a sentire sollievo semplicemente non facendo più finta di essere invincibile e lasciando che il flusso dei tuoi sentimenti faccia il suo corso.

Basta lamentarsi!

Se i tuoi amici non ti ascoltano più, dopo che per l’ennesima volta, gli hai raccontato nei minimi dettagli la storia di come sei stato trattato ingiustamente, nel colloquio di lavoro dei tuoi sogni, è il momento di cambiare.

Baste lamentarsi!

Stai sprecando tempo ed energia – la loro e la tua – e ti stai impedendo di andare avanti. Al contrario, chiediamo l’aiuto del partner, della famiglia e degli amici.

Pensa a delle attività tra le più variegate, che ti distraggono e rivolgi la tua attenzione a qualcosa di produttivo. Scegli che costa ti fa stare bene con saggezza.

Scegli qualcosa che catalizzi la buona energia dentro di te, e che occupi la tua mente e sposti il tuo stato d’animo in zone più tranquille. L’attività fisica è un grande esempio. Muoviti, ascolta musica, vai a fare qualche giro con i tuoi amici durante la pausa pranzo, o dopo il lavoro. Avvia un piccolo progetto completamente estraneo alla tua professione.

Pensa alla tua sanità mentale, prima di beccarti un altro rifiuto

Abbiamo tutti una soglia diversa, della quantità di rifiuti che possiamo gestire. Ricevere ripetutamente l’avviso “ci dispiace informarla che la sua candidatura non ha avuto successo” diventa un esercizio che distrugge l’anima in breve tempo se sei alla disperata ricerca di un nuovo lavoro.

Quando i tempi sono particolarmente difficili, è necessario proteggere il proprio stato mentale ed emotivo. Prima di fare un altro passo avanti, chiediti se hai le risorse e il giusto supporto dalla tua.

Quando ero un pendolare, mi capitava spesso di correre nel vano tentativo di salire a bordo del treno che mi avrebbe portato ad un colloquio di lavoro: ho preso acqua, freddo, pioggia, neve, e tante…tante porte in faccia. La cosa migliore che ho fatto è smettere di salire al bordo del treno della disperazione. All’epoca lo chiamavo così..

Mi sono fermato: basta torturarmi la mente e i pensieri.

Rivolgi la tua attenzione alle attività e alle opportunità, che non ti mettono a rischio di un nuovo rifiuto, almeno per un breve periodo. Durante i periodi di riposo, i muscoli si riparano e diventano più forti dopo un allenamento con i pesi.

La mente e il cuore sono la stessa cosa: dovete permettere loro di respirare prima di metterli a rischio di future battaglie e lividi.

Attenzione alle distorsioni di sé

Se senti che provare un rifiuto significa che c’è qualcosa che non va in te, allora sei in ottima compagnia. Ho per te alcune domande che ti aiutano in questo percorso.

È possibile che le deduzioni che sto facendo su me stesso non siano vere….. che siano semplicemente alimentate dalle intense, turbolente emozioni che provo in questi momenti?

E’ possibile che questo rifiuto sia solo un’indicazione che ciò a cui volevo appartenere e di cui facevo parte, non è adatto a me?

Questo rifiuto potrebbe essere una guida che mi riporta sul percorso su cui sono veramente destinato a stare, o qualcosa di meglio che non sono ancora riuscito a comprendere?

Potrebbe essere una grande opportunità per crescere ed espandersi in una versione migliore di me stesso?

Quando Steve Jobs è stato rifiutato e licenziato dalla sua azienda nel 1985, ha continuato a generare il suo primo miliardo di dollari con la Pixar Animation Studios dopo averla acquistata da Lucas film nel 1986. Oggi, la Pixar è lo studio di animazione di maggior successo nel suo genere.

Altre domande che ti aiutano sul percorso sono:

Che cosa hai imparato e scoperto di te stesso?

Che cosa hai imparato dall’esperienza del rifiuto?

Quali opportunità si possono ora vedere che forse non sei stato in grado di vedere prima?

Il rifiuto può, infatti, essere un glorioso svelamento di nuove possibilità.

Imparare ad essere resiliente per debellare la paura del rifiuto (futuro)

È possibile aumentare la fiducia attraverso l’essere rifiutati. Si tratta di rivedere pro-attivamente i vostri modelli comportamentali e le vostre risorse e di prevedere la vostra strategia di recupero nel caso in cui vi troviate nella linea di tiro per prendere una caduta in futuro.

Se non hai un piano, sviluppane uno.

Scrivi quali pensieri ed emozioni potresti provare di fronte ad un rifiuto. Se è rabbia, prepara una strategia sana per canalizzare l’energia di quella rabbia. Se è tristezza, costruisci del tempo, un programma per permetterti di sentire la tristezza da solo o in compagnia di un amico, collega, un membro della famiglia, o un terapeuta.

Una volta che siete riusciti ad elaborare una buona parte delle ricadute emotive e cognitive, ora investite in cose che vi restituiscono energia, forza e volontà di riprendervi.

E’ giunta l’ora di cambiare

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