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Trasforma l’ascolto in un tuo successo

Oggi voglio parlare di un utile arma da usare durante i nostri colloqui di lavoro, quando parliamo con un cliente, quando discutiamo con il nostro partner 😉 o il nostro capo 😉

Che cos’è l’ascolto attivo?

L’ascolto attivo si basa sull’empatia e sull’accettazione: si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa e, comunque, non giudicata.

Quando si pratica l’ascolto attivo, invece di porsi con atteggiamenti che tradizionalmente vengono considerati da buon osservatore, ossia, come persone impassibili, neutrali, sicure di sé, incuranti delle proprie emozioni e tese a nascondere e ignorare le proprie reazioni a quanto si ascolta, è più opportuno rendersi disponibili anche a comprendere realmente ciò che l’altro sta dicendo, mettendo anche in luce possibili difficoltà di comprensione.

In questo modo è possibile stabilire rapporti di riconoscimento, rispetto e apprendimento reciproco.

Cosa rende “attivo” l’ascolto?

Per diventare attivo, l’ascolto deve essere aperto e disponibile non solo verso l’altro e quello che dice, ma anche verso se stessi, per ascoltare le proprie reazioni, per essere consapevoli dei limiti del proprio punto di vista e per accettare il non sapere e la difficoltà di non capire.

Quali sono gli elementi che caratterizzano l’ascolto attivo?

I principali elementi che caratterizzano una buona attività di ascolto, sono:

  1. sospendere i giudizi di valore, cercando di non definire a priori il proprio interlocutore o quanto egli dice in ”categorie” di senso note e codificate.
  2. osservare ed ascoltare, raccogliendo tutte le informazioni necessarie sulla situazione contingente, ricordando che il silenzio aiuta a capire e che il vero ascolto è sempre nuovo, non è mai definito in anticipo in quanto rinuncia ad un sapere già acquisito
  3. mettersi nei panni dell’altro – dimostrare empatia, cercando di assumere il punto di vista del proprio interlocutore e condividendo, per quello che è umanamente possibile, le sensazioni che manifesta
  4. verificare la comprensione, sia a livello dei contenuti che della relazione, riservandosi, dunque, la possibilità di fare domande aperte per agevolare l’esposizione altrui e migliorare la propria comprensione
  5. curare la logistica, facendo attenzione al contesto fisico-spaziale dell’ambiente in cui si svolge la comunicazione per agevolare l’interlocutore e farlo sentire il più possibile a proprio agio.

Ciò che è importante sottolineare, è che da questa modalità di ascolto è escluso non solo il giudizio, ma anche il consiglio e la tensione del ”dover darsi da fare” per risolvere eventuali problemi espressi dal proprio interlocutore, oltre ad evitare tutte le ”barriere della comunicazione”.

Quali sono le barriere delle comunicazione

Si potrebbe un elenco abbastanza lungo, ma le principali barriere delle comunicazione sono 9:

  1. dare ordini
  2. mettere in guardia
  3. moralizzare
  4. persuadere con la logica
  5. elogiare
  6. ridicolizzare
  7. interpretare
  8. consolare
  9. cambiare argomento

Tutte queste barriere, in modo più o meno esplicito, costituiscono messaggi di rifiuto che aumentano il distacco con il nostro interlocutore.

E’ giunta l’ora di cambiare

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