tempo di lettura stimato: 2 minuti e mezzo

La Cnn propone una sorta di collage di pareri autorevoli su come parlare con il proprio capo, soprattutto in presenza di una certa vocazione carrierista.

Comunicare con chi sta sopra di noi non è sempre così agevole e come sostiene Kerry Petterson, coautrice del libro «Crucial Conversations», esiste un diffuso timore da parte dei dipendenti di sbagliare nel porre le domande giuste al boss. Per questo spesso gli impiegati scelgono il silenzio, quando in realtà è importante il dialogo e l’arte di porre le giuste domande può anche aiutare a salire di grado.

Ecco le domande:

  1. Come misura il successo?
  2. Quali sono i settori che devo sviluppare per ottenere avanzamenti di carriera?
  3. Quali sono i miei punti di forza che possono aiutarmi a fare carriera?
  4. Quanto spesso vengono valutate le performance e chi è incaricato di farlo?
  5. Che possibilità di crescita ci sono nell’azienda?
  6. Che cosa posso fare per aiutarla?
  7. Ho capito bene?
  8. Quali sono le priorità su cui bisogna concentrarsi?
  9. Posso assumermi questa responsabilità

Secondo Edith Onderick-Harvey, presidente della società di consulenza Change Dynamics Consulting, bisognerebbe innanzitutto chiedere al proprio capo quali sono i suoi parametri per misurare il successo: è utile sapere quale sia la sua scala delle priorità e individuare i valori a cui il boss dà maggior peso, oltre i profitti. E’ importante inoltre non aver alcuna remora nell’accertarsi di aver capito bene gli obiettivi e gli incarichi. A questo punto scattano le domande dirette, finalizzate a segnalare con molta franchezza le proprie ambizioni carrieriste: se vogliamo che il boss ci tenga presenti nel momento giusto e al posto giusto è fondamentale che sia informato della nostra ambizione. Infine via libera alle domande tipo: cosa posso fare per lei? Ha bisogno di aiuto? Se e quando l’interrogativo capiterà nel momento chiave, il passaggio della leadership avverrà in modo molto più naturale. Ivonne Chirino-Klevans, professore alla Walden University, sottolinea che la comprensione dei meccanismi che regolano il proprio lavoro è cruciale per arrivare al successo e dunque consiglia di chiedere, molto esplicitamente, quali sono le aree più importanti da sviluppare per avanzare nella professione e quali sono le reali possibilità di crescita all’interno dell’organizzazione. Infine, come sostiene Rachelle J. Canter, bisogna ricordarsi sempre della richiesta cruciale: «Posso occuparmi io di questo compito?». Questo interrogativo è fondamentale per creare opportunità in cui si possano dimostrare e valorizzare i propri talenti, segnalando spirito di iniziativa e intraprendenza. Uno dei rischi dilaganti per i dipendenti infatti è proprio quello di essere troppo rilassati, delegando e aspettando che il capo si occupi della loro carriera. Niente di più sbagliato: il boss ha troppi pensieri e ognuno deve pensare da solo a costruirsi la propria carriera.

Ti è piaciuto questo articolo? Scrivilo nei commenti!

Domenico Marra
Sono un professionista che aiuta le Aziende con soluzioni flessibili in ambito staffing, ricerca e selezione, formazione, outplacement, e consulenza HR. 

Aperto ad accogliere contatti professionali e personali. 



Collegati con me su https://www.linkedin.com/in/domenicomarra/

Un pensiero riguardo “9 Domande da fare al proprio capo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.